Conoscenza dei mercati e Trading Performance

©Trading Research - www.trading-research.com - maggio 2015 - Autore: Dr.Roberto Ambrogi

Con conoscenza dei mercati, intendo una profonda comprensione della price action delle dinamiche dell'Auction Market Theory, del volume e dell'order flow dello strumeto o degli strumenti finanziari su cui si opera.
Chi si avvicina al trading con lo scopo di farlo diventare la propria professione, necessita sin da subito di un livello di formazione di qualità per poi iniziare un percorso personale di continuo studio, ricerca e sviluppo per arrivare ad una sempre più profonda comprensione delle dinamiche dei mercati.
La conoscenza dei mercati tuttavia, pur essendo un elemento cruciale, rappresenta un elemento necessario ma non sufficiente a garantire trading performance di rilevo nel medio lungo termine.

Come in tutte le attività che richiedono livelli di peak performance per il successo, si pensi gli sport a livello professionistico di alti livelli, la conoscenza e la preparazione sono elementi fondamentali per competere ad armi pari con gli altri ma non sono di per se garanzia di successo.
In particolare equivalenti livelli di conoscenza non implicano medesimi risultati, possono invece tradursi in risultati anche radicalmente diversi!
Vi è mai capitato di osservare i vostri trade a fine giornata e notare che si è evidentemente lavorato molto al disotto delle proprie possibilità? Osservandoli vi sembra che gran parte delle vostre conoscenze non siano state in alcun modo utilizzate....
Questo in una qualche misura accade a tutti i traders di tanto in tanto, ma se il divario tra le proprie potenzialità ed i trade effettivi presi è troppo elevato, o se ciò accade troppo spesso, significa che qualcosa non va... ed è necessario lavorarci sopra.
In particolare il livello e la frequenza in cui avvengono questi spiacevoli scostamenti può dipendere da:
TRADING PLAN:
in un ambiente destrutturato
High-Performancecome è il trading in cui le regole le metti tu, è estremamente facile non rispettarle, in quanto sei tu che le metti e sei tu che le puoi modificare, ma ciò è deleterio se fatto "in corso d'opera" durante la giornata di trading!! Ciò rende l'analisi statistica dei trade presi, del tutto inutilizzabile quindi la metodologia stessa non valutabile e non migliorabile.
Quindi il problema può essere o non avere un Trading Plan del tutto, oppure non averlo sufficientemente dettagliato; prima di iniziare la sessione di trading devono essere chiari gli obiettivi di lungo, medio, breve e brevissimo termine unitamente alle regole ed ai vincoli che ci siamo dati per poterli raggiungere. (per alcune info su come redigere un Trading Plan)
Avere un plan dettagliato è fondamentale ma non è automatica garanzia che venga poi rispettato e questo per vari motivi:
CREDERE NEI NUMERI E NELLE REGOLE: molto spesso deviare dal proprio trading plan dalla propria metodologia può dipendere dal fatto che non si crede realmente di avere un edge, non si crede nel profondo di noi stessi che se applicheremo meticolosamente quelle regole che ci siamo dati questo automaticamente ci porterà a guadagnare con consistency.
Alcune volte il deviare dal plan è fatto anche inconsciamente per esorcizzare la paura di constatare che la metodologia non funzioni, se infatti la applicherò meticolosamente saranno poi i numeri a dirmi se funziona o meno, ma se ogni tanto cambio qualche regola in "corso d'opera" potrò sempre dire che la metodologia è buona ed è solamente io che non l'ho eseguita bene...
Ognuno di noi deve fare il suo percorso formativo e di ricerca e sviluppo, poi testare sul campo quello che sulla carta è un edge, in modo obiettivo, senza paura di vedere che non funzioni... se non funziona si faranno gli opportuni aggiustamenti!!
Quindi se si è testata una metodologia che statisticamente risulta avere un edge bisogna crederci ed applicarla rigorosamente anche se talvolta può risultare scomodo e contro il proprio istinto rispettarla, questo ci permetterà di avere dei dati validi da analizzare e fare gli eventuali aggiustamenti se necessario.
LA PERCENTUALE DI DISCREZIONALITA': se si ha una percentuale di discrezionalità troppo elevata, soprattutto una volta che si ha una posizione aperta le possibilità di deviare dal plan e adottare comportamenti subottimali dettati dall'impeto delle emozioni del momento, è troppo alta, quindi, è importante prepararsi bene prima della sessione fare tutte le valutazioni, studio del contesto, livelli etc.. poi il resto deve essere molto "meccanico" e ben definito.
La stessa strategia di money management (n° contratti, e gestione stops e targets) devono essere fissi, rigidi, magari meccanizzati con l'ausilio di "attached orders" ovverosia strategie di gestione del trade programmate a priori e poi fatte eseguire dalla pattaforma di trading. Quasi tutte ormai permettono di farlo, noi dobbiamo inserire solamente l'ingresso e poi la strategia (impostata a priori) fisserà automaticamente stops e targets farà eventuali trailing stop etc...
Questo permetterà di eliminare la discrezionalità nella gestione degli ordini e di concentrarsi esclusivamente sulla trade location; meccanizzare questa parte del processo ci permetterà inoltre di accrescere il valore dell' "allenamento" fatto in un contesto tranquillo quale quello della simulazione e di essere più efficaci nell'esecuzione live.
STATO MENTALE: lo stato mentale durante la sessione di trading è fondamentale affinché tutto ciò detto sopra venga ottimamente eseguito, è necessario essere presenti nelle migliori condizioni nel "qui ed ora".
E' necessario avere il sufficiente livello di energia psicologica per poter eseguire correttamente il plan e performare al meglio, è quindi necessario saper evocare, a comando, uno stato di elevata consapevolezza del "qui ed ora" di riuscire ad entrare consapevolmente nello stato "in the zone".
Ci sono vari strumenti per aiutarci ad essere la maggior parte del tempo in cui si trada "in the zone" li tratteremo uno ad uno in futuri articoli, essi sono: la meditazione, il menthal reharsal, la musica, il trading journal, il tutto ovviamente condito da tanta pratica.
LA REGOLA DEL 2%: Martin Schwartz probabilmente il migliore trader indipendente mai vissuto, nel suo bellissimo libro autobiografico "Pit Bull" afferma che esiste un 2% del tempo in cui un trader perde la testa e può fare cose molto pericolose che in condizioni normali non si sognerebbe mai di fare.
Come trader mi sento di essere pienamente d'accordo con lui, l'importante è applicare tutto quanto detto sopra per far si che sia solo il 2% od anche meno; essere consapevoli che  in casi molto rari ci si può trovare in questa situazione è già qualcosa ma è bene lavorare continuamente alla profonta conoscenza di se stessi per capire quando questa situazione possa verificarsi, e comunque avere delle misure protettive anche per questi rari casi.
Buon trading